Letture d'opera
Sandro Botticelli La Primavera

Glossario

Allegoria

Figura retorica per cui si attribuisce a una rappresentazione un senso diverso da quello letterale. Rappresentazione, specialmente nelle arti figurative, di idee e concetti o atti mediante figure e simboli. Presente già nel pensiero greco (Senofane, Aristotele), l’interpretazione allegorica si affermò con intenti didattici nel medioevo e si sviluppò con l’esegesi della Sacra Scrittura, in particolare nel rapporto tra Antico e Nuovo Testamento, mentre nel periodo della riforma fu privilegiata l’interpretazione letterale.

Botticelli

Botticelli, Sandro (soprannome di Alessandro di Mariano Filipepi) (Firenze 1445 - ivi 17.5.1510) Pittore. Fu allievo di Filippo Lippi; i suoi primi lavori risentono chiaramente dell’influenza del Pollaiolo e del Verrocchio (Madonna del Roseto, 1468, Firenze, Uffizi; La fortezza, 1470, Firenze, Uffizi; S. Sebastiano, 1474, Berlino, Staatl. Mus.), ma dal 1470 lo stile botticelliano appare del tutto formato e capace di produrre una serie di originali capolavori, in cui sembra trasporsi la leggerezza della poesia del Poliziano (Adorazione dei Magi, 1475, Firenze, Uffizi; Allegoria della Primavera, 1478 ca, Firenze, Uffizi; affreschi nella Cappella Sistina, 1481-82; Nascita di Venere, 1482 ca, Firenze, Uffizi; Madonna del Magnificat, 1485, Firenze, Uffizi). Dinamismo e plasticismo espressi con chiarezza e leggerezza di linee e con delicato cromatismo nel dar vita a scene allegoriche, ora dall’incantato lirismo, ora dalla potente drammaticità, costituiscono i tratti salienti dell’opera di B., in cui si riflettono fedelmente le vicende e gli ideali della Firenze medicea. Verso la fine del secolo XV, il clima fiorentino muta bruscamente (decadenza dei Medici) e con esso la pittura di B., che si apre alla nuova spiritualità religiosa (predicazione di G. Savonarola) mettendo radicalmente in discussione la cultura precedente (Pala di S. Marco, 1490 ca, Firenze, Uffizi; Madonna del Padiglione, 1495 ca, Milano, Pin. Ambrosiana; La derelitta, 1495, Roma, Coll. Pallavicini; Natività, 1501, Londra, Nat. Gall.).

Imprimitura

Preparazione della superficie in legno, tela o intonaco, su cui deve essere eseguita la pittura. È realizzata con tecniche e materiali diversi (olio di lino cotto, biacca, gesso, colla, ecc.) a seconda del tipo di fondo.

Malachite

Carbonato basico di rame, che cristallizza nel sistema monoclino, in cristalli e aggregati aciculari, in concrezioni mammellonari a struttura zonata; spesso è pseudomorfa su azzurrite. Di colore verde smeraldo, è una pregiata pietra ornamentale, usata per lastre e oggetti decorativi. Azzurrite (MINER.) Carbonato basico di rame che cristallizza nel sistema monoclino, in cristalli prismatici o in aggregati, di un intenso colore blu-azzurro. Pregiata pietra ornamentale, era usata in polvere come pigmento per colori a olio (col tempo si trasforma però in malachite verde).

Mitologia

Studio dei miti nelle singole religioni. Insieme dei miti del mondo antico. Mito: Narrazione fantastica di gesta di dei o di eroi che appartiene al patrimonio culturale di un popolo. Fondato su una tradizione orale o scritta, ha generalmente uno stretto legame con la religione, fornendo la ragione di credenze, riti e tabù, e costituisce spesso un fondamento del sistema sociale e una chiave di spiegazione dei fenomeni naturali, rispecchiando una visione del mondo sostanzialmente opposta a quella scientifica.

Neoplatonismo

Indirizzo filosofico sviluppatosi nei secoli III-VI. Muovendo dalla teoria delle idee di Platone, accolse elementi della tradizione filosofica successiva (neopitagorismo, ebraismo ellenizzante), sviluppando un particolare interesse per la tematica etica e religiosa. Sulla base della comune concezione dell’Uno, identificato con il Bene, di cui tutte le cose sarebbero emanazione, e della spiegazione del rapporto tra intelligibile e sensibile attraverso successivi livelli gerarchici, vi si individuano tre correnti fondamentali. La prima, rappresentata in particolare dalla scuola di Alessandria (secolo III) con Ammonio Sacca, Plotino, Porfirio, fu prevalentemente orientata verso la speculazione metafisica; la seconda (specialmente la scuola di Pergamo, secolo IV) approfondÌ la tematica religiosa, promuovendo una rivalutazione e una riproposizione del politeismo ed ebbe in Giuliano l’Apostata, imperatore nel 361-63, un prestigioso rappresentante; alla terza infine (secolo VI), orientata ormai verso forme di pura erudizione, appartennero Ipazia, Sinesio e, nell’occidente latino, Boezio.

Simbolo

Elemento materiale, oggetto, figura animale, persona e sim., considerato rappresentativo di un’entità astratta.

Tempera

Tecnica pittorica che utilizza come solvente per i colori colla animale o sostanze organiche agglutinanti (uovo, latte, lattice di fico, gomma, cera). Comparsa in Europa nel secolo XII, ebbe grande diffusione fino all’avvento della pittura a olio (secolo XV). La fase più antica della pittura medievale prevedeva, secondo Theophilus Presbyter, una stesura del colore per sovrapposizione; in seguito si diffuse un procedimento, descritto da C. Cennini (Libro dell’Arte), di accostamento e fusione dei colori in base alla diversa incidenza della luce. Nel corso del secolo XV venne sempre più usata la stesura per velatura (colore più povero di pigmento e più ricco di legante) per ottenere maggior trasparenza e profondità spaziali. Il passaggio dalla t. all’olio fu graduale con una fase intermedia che vide la diffusione di una tecnica mista (t. e colori oleo-resinosi mescolati o sovrapposti alla prima come velature). Abbandonata nei secoli successivi la t. è stata riutilizzata nel secolo XX.